Wabi-sabi nella progettazione del software
NULLA DURA, NULLA È FINITO, NULLA È PERFETTO
Non è possibile tradurre esattamente il termine Wabi-Sabi in italiano in quanto si tratta di un concetto che copre un’area concettuale vastissima. Se ponete questa domanda ad un giapponese probabilmente risponderà con un lungo silenzio.
Wabi-Sabi è la bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute.
Wabi-sabi è uno stile di vita, un cammino spirituale, un modello filosofico, un ideale estetico, ma soprattutto un’esperienza interiore che cambia il nostro modo di vedere gli oggetti, di vivere gli istanti, di abitare la natura, che esalta la nostra capacità di trovare l’armonia anche nelle cose apparentemente più dismesse, nei riti più semplici. Un modo di pensare che investe tutti gli ambiti della vita e che porta la bellezza, l’eleganza e l’essenzialità nel quotidiano.
Wabi-Sabi è la bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute. E’ la bellezza delle cose umili e modeste. E’ la bellezza delle cose insolite.
Richard R. Powell
“La semplicità del futuro è un’intelligenza sobria, modesta e sincera”
Wabi 侘 identifica oggi la semplicità rustica, applicata sia a oggetti naturali che artificiali, la freschezza o il silenzio, o anche l’eleganza non ostentata. Può riferirsi a stranezze o difetti generatisi nel processo di costruzione, che aggiungono unicità ed eleganza all’oggetto.
Sabi 寂 è la bellezza o la serenità che accompagna l’avanzare dell’età, quando la vita degli oggetti e la sua impermanenza è evidenziata dalla patina e dall’usura o da eventuali visibili riparazioni.
